Randagismo, incontro con la ASL 9 Grosseto

Cuccioli di maremmano (C) foto Talba/Flickr.com

Il giorno 14 marzo, presso la sede dell’Assessorato allo Sviluppo Rurale della Provincia di Grosseto, si è tenuta la riunione del progetto Ibriwolf con i rappresentanti della ASL 9 Grosseto.
Tale incontro è il quarto di una serie di momenti di confronto, così come previsto dalla azione A6 (Piano strategico condiviso per la diminuzione del randagismo canino). Hanno l’obiettivo di individuare eventuali punti di convergenza tra i diversi gruppi di interesse e  valutare insieme le molteplici opzioni possibili da mettere in atto sul territorio, al fine di promuovere quelle attività utili a contenere il fenomeno del randagismo e una maggiore consapevolezza e gestione di quei cani padronali non adeguatamente controllati o monitorati.

Uno dei più importanti risultati attesi del progetto stesso è infatti la condivisione di un piano strategico per la riduzione del randagismo, in seguito al quale dovranno essere messe in atto tutte quelle azioni concrete decise e condivise.
Precedentemente erano stati incontrati: animalisti e ambientalisti, mondo venatorio ed organizzazioni agricole.

I dirigenti ASL hanno illustrato come oggi sia strutturato e funzioni il sistema promosso a livello provinciale, che prevede l'esercizio di diversi canili convenzionati con i comuni e la promozione di un sistema delle adozioni dei cani ospitati, e ha inoltre fornito informazioni utili a comprenderne la funzionalità e quanti siano i cani potenzialmente ospitabili e lo sviluppo di tale sistema e di quelle attività ad esso connesse come la sterilizzazione dei cani nei canili della provincia di Grosseto, rilevando come negli ultimi 10 anni vi sia stato un progressivo incremento delle adozioni grazie a buone pratiche adottate dal Comune di Grosseto.

Riguardo alle possibili strategie per intervenire sull’ambiente rurale, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno del randagismo, viene sottolineato che sarebbe necessario intervenire primariamente sulla informazione per sviluppare maggiormente la cultura e il concetto di relazione civile con questi nostri compagni. Ciò andrebbe valorizzato a livello della intera popolazione italiana, puntando sul rispetto dei cani più che sulla sola apposizione dei microchip come sistema di controllo e monitoraggio. Da quanto emerso si ritiene che possa inoltre essere efficace una campagna di sensibilizzazione per la sterilizzazione volontaria gratuita presso tutti i detentori di cani che non vengano utilizzati per motivi di lavoro e per i quali non si ravvisi la necessità di farli riprodurre, coinvolgendo in ciò anche i veterinari privati.

Viene ipotizzato infine che la somma necessaria per sterilizzare i cani del mondo rurale potrebbe essere richiesta al Ministero della Salute e/o alla Regione, con una parte di finanziamento messa a disposizione anche dalla stessa Provincia di Grosseto.
   
 

 
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