Progetto Life Ibriwolf - Risultato delle analisi genetiche

La raccolta sul campo dei campioni organici

Pubblichiamo la Relazione tecnica  "Risultato delle analisi genetiche" (Azione A3 Progetto Life Ibriwolf), insieme ad un riassunto. E' possibile trarre alcune considerazioni generali utili per la gestione della problematica degli ibridi...

 

La relazione finale va intesa come parte integrante della “Relazione tecnica delle azioni A3 e A4” ultimata a luglio 2012. I risultati esposti costituiscono un riepilogo delle analisi genetiche effettuate da due laboratori di analisi differenti (l' U.S Forest Service, Rocky Mountain Research Station, Montana, Stati Uniti e il Centro de Investigação em Biodiversidade e Recursos Genéticos, CIBIO, Università di Porto, Portogallo) su un campione di 110 escrementi e 25 resti biologici di esemplari di canidi (Allegato 1).

 

Tutti gli escrementi sono stati raccolti nel territorio della Provincia di Grosseto nel periodo compreso tra gennaio 2012 e aprile 2013. Il periodo di riferimento è più esteso rispetto a quanto riportato nella relazione finale delle azioni A3 e A4 dato che si è tenuto conto anche delle analisi genetiche effettuate su campioni raccolti successivamente al 30 giugno 2012, data di termine delle azioni A3 e A4. 

 

Per quanto riguarda i campioni biologici, la maggior parte di questi deriva da esemplari  rinvenuti morti nel corso della indagine conoscitiva effettuata nell'ambito delle azioni A3 e A4 o rinvenuti nel recente passato (dal 2010 al 2013) da altri operatori nell'area della Provincia di Grosseto e nelle aree a questa confinanti. Alcuni di questi individui campionati presentavano caratteristiche fenotipiche attribuibili ad un possibile evento di ibridazione, generalmente identificabili in una colorazione scura del mantello e dall'assenza della mascherina facciale (ad esempio gli esemplari corrispondenti ai campioni CAPI 5, CAPI 16, CAPI 164, CAPI 18, Immagini 1 - 4 ).

Il dettaglio delle analisi genetiche effettuate sui campioni invasivi (CI) ovvero resti biologici, e non invasivi (NI), ovvero escrementi, sono riportate nel paragrafo “Materiali e Metodi”.

 

Le analisi genetiche effettuate su un campione di 110 escrementi (CNI) e 25 resti biologici (CI), corrispondenti a 135 campioni totali di esemplari di canidi rinvenuti dal 2010 al 2013 nella provincia di Grosseto e nelle aree a questa immediatamente limitrofe (province di Siena e di Firenze, aree confinanti con il territorio della provincia di Grosseto) hanno fornito i seguenti risultati:

 

  • Sono stati individuati complessivamente 57 genotipi che corrispondono ad un numero compreso tra 17 e 20 esemplari introgressi (cioè "ibridi") e ad un numero compreso tra 29 e 32 lupi a seconda del valore soglia che viene utilizzato per definire la classe di appartenenza nei test di assegnazione (rispettivamente qi≥0,95 e qi>0,975). I cani individuati sono invece solamente 7 (12,3% del campione), mentre per un esemplare non è stato possibile determinare la classe di appartenenza.
  • Il numero di esemplari introgressi aumenta (n = 18 e 21 a seconda del valore soglia utilizzato) se si tiene conto anche delle analisi effettuate presso ISPRA che includono l'esemplare CAPI 15 come individuo originato da un reincrocio di generazione successiva alla seconda (Immagine 6).
  • Escludendo dal totale di esemplari introgressi gli animali morti o catturati (che non fanno più parte delle popolazione attuale), e limitandosi ai campioni raccolti negli anni 2012 e 2013 nella Provincia di Grosseto, dai risultati delle analisi genetiche effettuate dai laboratori americano e portoghese e da ISPRA si evince che attualmente sono presenti nell'area della Provincia di Grosseto almeno 11 esemplari ibridi.
  • Il sesso degli animali è stato determinato per 37 individui che corrispondono a 16 femmine e 21 maschi.
  • Dato che i campioni sono stati raccolti solamente nelle aree montane e boschive, distanti dai centri abitati, il numero di cani campionati non è assolutamente rappresentativo del numero effettivamente presente di cani vaganti nel territorio. 
  • Per entrambi i valori soglia considerati (qi≥0.95 e qi>0.975) 8 esemplari introgressi hanno mostrato evidenze genetiche di ibridazione  contemporaneamente rilevabili in più di un marcatore genetico. 
  • Quattro dei cinque animali per i quali è noto l'aspetto morfologico e per i quali sono state rilevate evidenze fenotipiche attribuibili ad un evento di ibridazione presentano evidenze di ibridazione in almeno un marcatore genetico tra quelli analizzati.
  • Per 2 campioni è stato possibile confrontare i risultati delle analisi genetiche effettuate presso il CIBIO con quelle effettuate da ISPRA (CAPI 15 e CAPI 16), e in entrambi i casi è stato riscontrato un diverso valore di attribuzione alla popolazione di lupi (qi) degli esemplari campionati, sottolineando come le routine di laboratorio abbiano un effetto significativo sulle probabilità di individuare di individui introgressi.
  • Nei casi in cui l'individuo introgresso derivi da un reincrocio di seconda o successiva generazione la sua identificazione su base genetica diventa problematica e le tecniche genetiche attualmente utilizzate sono piuttosto limitate nella possibilità di risalire alla generazione di ibridazione originale. Dalle analisi effettuate risulta infatti che solamente un campione (EPI 152; il 2,4% del campione analizzato) può essere assegnato con relativa certezza alla classe F2 (ibrido di seconda generazione); tutti gli altri individui risultati geneticamente introgressi (il 95% del campione di introgressi) sono quindi da ascrivere a successive generazioni di reincrocio. 

 

Dai risultati delle analisi effettuate è possibile formulare alcune considerazioni di carattere generale che costituiscono un utile riferimento ai fini della gestione della problematica della ibridazione cane-lupo nella Provincia di Grosseto:

 

  • Si è rilevata una elevata percentuale di individui, tra quelli campionati nella Provincia di Grosseto, che presentano almeno una evidenza genetica di introgressione. Sebbene questo non costituisca una evidenza inequivocabile di ibridazione recente, conferma i dubbi iniziali che hanno portato alla formulazione del presente progetto.
  • In tale contesto va tenuto presente che il grado di introgressione rilevato nella popolazione campionata costituisce una stima approssimativa del numero effettivo di individui ibridi cane-lupo presenti nella popolazione, dato che le analisi genetiche, per quanto accurate esse siano, non riescono spesso ad individuare individui introgressi generati da generazioni successive alla seconda.
  • Inoltre i marcatori genetici attualmente utilizzati per determinare il grado di introgressione del genoma di cane nella popolazione di lupo non consentono di stabilire quando sia avvenuta questa introgressione, ovvero non sono in grado di definire con certezza la classe di appartenenza dell'esemplare campionato, qualora questo appartenga ad una generazione di reincrocio successiva alla seconda (F2).
  • Diventa pertanto prioritario per l'immediato futuro individuare un approccio di diagnosi integrativo e complementare alle analisi genetiche che abbia risvolti pratici maggiormente applicabili in un contesto gestionale, partendo dalla premessa che la possibilità di identificare in maniera affidabile gli individui ibridi e introgressi all’interno di una popolazione sia fondamentale per impostare correttamente una strategia di gestione. 
  • Tale approccio deve prevedere, oltre alla utilizzazione di più marcatori genetici, l'integrazione del dato genetico con l'aspetto fenotipico in modo da incrementarne i rispettivi poteri diagnostici per l’individuazione di esemplari ibridi.
  • Dal punto di vista gestionale, e in considerazione della elevata proporzione di ibridi/introgressi di generazione successiva alla seconda (F2) rilevati nel territorio provinciale, deve essere contemplata la possibilità che esemplari ibridi vengano considerati tali a prescindere dal tempo generazionale determinabile su sola base genetica.

Autori della Relazione: Chiara Braschi e Luigi Boitani, Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” Università di Roma “La Sapienza”.

 
Scarica (pdf)  la Relazione tecnica Risultato delle indagini genetiche >>>
Scarica (Excell): Allegato 1, Allegato 2, Allegato 3, Allegato 4

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