I maggiori esperti di ibridazione a convegno a Grosseto

250 persone hanno partecipato alla conferenza

Su invito del progetto Life Ibriwolf a Grosseto si sono dati appuntamento  esperti impegnati nella lotta alla minaccia dell’ibridazione. E’ stata l’occasione per conoscere situazioni, strategie, ostacoli e successi nell’attività di limitazione della diffusione di ibridi tra specie selvatiche, e tra queste e specie domestiche nel mondo.

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E’ stata questa un'occasione per raccogliere anche utili informazioni per la gestione della specifica problematica dell’incrocio tra lupo e cane in provincia di Grosseto. Infatti a conclusione del convegno, in una tavola rotonda si sono confrontati amministratori pubblici, rappresentanti di varie organizzazioni portatrici d'interessi, tecnici del settore pubblico sugli  aspetti gestionali che derivano dall’aumento delle ibridazioni del lupo selvatico che, in particolare in Maremma, ha determinato situazioni di forte disagio economico e sociale.

E’ stata una conferenza internazionale di altissimo livello (con un servizio di traduzione simultanea dall’inglese all’italiano e viceversa) organizzata dal Parco della Maremma partner, assieme alla provincia di Grosseto,  del progetto Life Ibriwolf,  in corso dal 2011. Il coordinamento scientifico del convegno è stato curato dal professor Luigi Boitani e dal ricercatore Paolo Ciucci, entrambi del Dipartimento di biologia e biotecnologie Charles Darwin de l'Università La Sapienza di Roma.

Nella prima sessione  una quindicina di esperti internazionali, provenienti da Australia, Canada, Portogallo, Stati Uniti, Scozia e nazionali hanno presentato le loro relazioni sui diversi aspetti dell’ibridazione antropogenica  trattando  questioni scientifiche, tecniche, legali, etiche e gestionali, con un focus particolare sul contributo che la genetica sta dando a questa impresa. Si è quindi discusso della gestione di fenomeni di ibridazione tra dingo e cane domestico, coyote e lupo, gatto selvatico e gatto domestico oltre che tra lupo e cane domestico. Ma anche di ibridazione tra specie vegetali originarie con specie provenienti da altri Paesi e continenti, per introduzione volontaria o involontaria da parte dell'uomo, all’origine anche della comparsa di specie invasive molto aggressive e dannose per l’ecosistema e per l’economia. Tra gli altri, il professor Apollonio dell’Università di Sassari ha illustrato i dati regionali sulla diffusione del lupo avanzando l’ipotesi che  localmente il fenomeno sia particolarmente rapido ed evidente per la presenza di un elevato numero di ungulati, specie cinghiali e caprioli, che presentano una densità tra le più elevate in Europa.  Il dottor Paolo Ciucci ha spiegato invece come si può riconoscere un ibrido attraverso l’analisi di alcuni particolari caratteri morfologici e attraverso specifiche analisi genetiche, evidenziando quali difficoltà pongono al ricercatore questi metodi e come esso tenti di superarle. 

Nel confronto aperto al pubblico interessanti gli interventi sul tema della gestione della problematica e del randagismo e vagantismo canino (alla base della diffusione degli bridi sul territorio), in particolare del dirigente dell’Asl 9 di Grosseto Paolo Madrucci, del presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi – Monte Falterona – Campigna e membro del direttivo di Federparchi Luca Santini, del presidente del Parco regionale della Maremma Lucia Venturi.  

Al termine del simposio i ricercatori hanno proseguito il loro lavoro con una discussione scientifica, non aperta al pubblico, promossa e coordinata dal professor Luigi Boitani.

 

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